Cronache notturne

Quando il sole si spegne all'orizzonte, quando i colori riprendono la loro vera luce, quando l'aria si fa più leggera e quando tutto diviene possibile, allora, e solo allora, viene finalmente la nostra ora.

Chi siamo

Siamo creature della notte, siamo i figli delle tenebre, siamo i tuoi incubi, i tuoi sogni bagnati, le tue emozioni silenziose, siamo tutto ciò che temi e agogni.

Il nostro passato

oggi
--- 2007 ---

I nostri legami di sangue

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hanno vagato con noi

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mercoledì, 10 gennaio 2007

Finito il lavoro, preso anche uno spuntino veloce, i miei colleghi hanno deciso che per loro è già ora di mettersi a dormire. Io ancora non posso abbandonarmi a Morfeo, l'alba è ancora lontana, come potrei sprecare queste dolci ore? Saluto tutti e aspetto che la loro macchina si allontani, mentre gioco con le chiavi e la serratura. Il vento è dolce e mite stasera e mi porta la brezza di un respiro non molto lontano da qui, di un odore caldo e invitante. Mi lascio trascinare dal mio istinto mentre mi aggiro per il quartiere. Un gatto nero decide di farmi compagnia e di illuminarmi la strada. Ad un certo punto so di essere già arrivata. Alzo gli occhi verso una normale finestra di un banale palazzo. Il gatto si ferma e mi fissa con i suoi occhi magnetici. Lo vedo farsi sempre più piccolo sotto i miei piedi mentre leggera volteggio in dolci volute di fumo fino alla finestra prescelta. Le imposte chiuse si aprono silenziose, come rispondessero ad un mio comando. Mi lasciano entrare in questa buia stanza profumata e inviante. Mi avvicino al letto e all'odore che mi ha chiamata e guidata fino a qui. Il ragazzo addormentato ha una dolce espressione, come stesse nel pieno di un sogno piacevole e infantile, la mia espressione preferita. Non mi ha sentita arrivare, non mi sente avvicinarmi a lui, scostare le coperte e il colletto del pigiama fino a svelare la morbida piega del collo. Non sente nemmeno il mio freddo fiato che si avvicina a lui, la mia bocca che si apre lenta, gustando quei meravigliosi istanti di attesa, prima di farlo mio. I miei denti incidono due punti sulla sua candida pelle, penetrano nella sua vena lasciando fluire liberamente due caldi getti di sangue. Suggo dalle sue vene come fosse la più dolce ambrosia. Mentre il mio corpo si riscalda e si rinforza percepisco gli attimi più belli della giornata di questo ignoto donatore di una notte. Come posso spiegare il brivido di piacere che scorre sulla mia pelle ormai gelata a questi piccoli immortali? A stento riesco a fermarmi prima di togliergli anche l'ultima goccia di sangue. Non ora, non ora. Mi allontano da lui e dal suo caldo odore. Con un gesto ormai abituale mi taglio il polpastrello di un dito e lascio che una goccia del mio sangue, del suo sangue mischiato col mio, cada sulle due ferite ancora aperte. Basta solo questo a chiudere il segno del mio passaggio. Domani questo ignaro ragazzo si sveglierà come se nulla fosse successo. Andrà a lavoro, vivrà la sua quotidiana assolata vita e non avrà alcun ricordo di questa notte. Gli resterà solo l'idea di uno strano sogno, oh ma che sogno! Di un ballo, di un incontro, di una passione per una donna mai vista e mai più rincontrata, di due occhi e di una notte di amore mai provata... Un sogno di una notte fatata dove tutto era possibile, svanito poi alle prime luci dell'alba.

postato da: sybil alle ore 03:40 | link |
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